Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume;
è una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre;
è un fuoco che mi consuma,
ma sono io quel fuoco”
Borges
Nel percorso psicogenealogico lavoriamo sui “legami affettivi invisibili” che ci uniscono ai nostri avi e per i quali la nostra vita è soggetta ad un mito transgenerazionale e diventa il frutto di compiti di compensazione del destino familiare.
I torti subiti o inflitti da un avo diventano nel discendente missioni riparatrici, i fallimenti diventano impossibilità di realizzazione relazionale e lavorativa, i traumi si esprimono come disordini psichici, lo stress e la paura possono diventare malattie e blocchi, le grandi sofferenze diventano mancanza di fiducia in sé, negli altri, nella vita.
Con l’indagine psicogenealogica andiamo a far emergere questi pesi, questi obblighi di amore inconsci, a prendere coscienza e ad aprire la strada ad una scelta diversa: trasformiamo la fedeltà interiore nei confronti degli avi e del destino familiare in un’opportunità di realizzazione della propria vita.
Per lavorare con l’indagine psicogenealogica è necessario un foglio bianco A3, una matita, dei colori a pastello. E’ consigliabile raccogliere prima del lavoro il maggior numero di informazioni possibili riguardanti la propria famiglia di origine (date di nascita e morte, matrimoni, divorzi, lutti, aborti, migrazioni, fallimenti o questioni di eredità, incidenti.. fatti incisivi accaduti). E’ consigliato portare delle fotografie dei propri antenati.
Il lavoro psicogenealogico può essere inserito all’interno di un lavoro di gruppo di Costellazioni Familiari ad approccio Alchemico Immaginale.